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Scopri il segreto per vendere casa al miglior prezzo in 90 giorni

Come un fucile ad elastico ti farà riconoscere un vero agente immobiliare.

Non so se capitava anche a te ma quando ero bambino mi piaceva un sacco costruire.

Costruivo di tutto e giocavo con tutto quello che poteva essere utile al mio obiettivo: in inverno mi divertivo con il lego,  in estate passavo le giornate all’aria aperta con i miei amici e, siccome tablet e videogiochi non c’erano, ci inventavamo giochi con le poche cose di cui disponevano.

Uno dei giochi preferiti era il tiro al bersaglio con i fucili ad elastici: eravamo diventati bravissimi a costruirli.

bambini che giocanoPensa alla mia felicità quando mio figlio mi ha chiesto di costruire assieme a lui un fucile ad elastici.

Mi sentivo pronto alla missione ed ero già carico per mettere sul tavolo tutta la mia competenza.
Solo che non avevo considerato l’avvento di internet e la sua influenza sulla percezione dei nostri ragazzi.

Mio figlio, infatti, ha trovato in rete un tutorial che spiegava come costruire un fucile ad elastici.

Quel fucile era bellissimo

ma anche super-complicato

lui voleva che il suo fucile fosse proprio come quello che aveva visto, come potergli dire di no? Con che cuore deludere le sue aspettative?

 
Ok ho pensato:

  • la manualità non mi manca, 
  • ci sono le istruzioni, 
  • un po’ di ricordi su come facevo da bambino li ho,

bene, si può fare.

Sicuro di poter dare a mio figlio quello che voleva, ci siamo messi all’opera carichi come il fucile che avremmo a breve avuto tra le mani.

Salvo il fatto di scoprire dopo un poco che probabilmente, con un po’ di superficialità, avevamo sottovalutato le difficoltà del progetto.

Ben presto l’impresa si è rivelata più complicata del previsto.

Ostacoli:

  • non avevamo buona parte degli attrezzi indicati nelle istruzioni,
  • Il tipo e la dimensioni dei materiali indicati non combaciavano,
  • Il montaggio era facile solo per quello del tutorial.

Insomma alla fine, dopo una mattinata di fatiche, il prodotto era ben lontano dalle aspettative del mio piccolo aspirante fuciliere.

Ti confesso che, da padre, mi sono sentito in difficoltà con mio figlio.

Morale:

Il fatto è che non avevo tutte le colpe, io volevo solo accompagnare mio figlio in una esperienza che nell’infanzia avevo vissuto con successo ma che oggi, con le “nuove tecnologie”, mi portava delle difficoltà.

In sostanza entusiasmo e buona volontà non erano bastati a raggiungere il risultato che volevamo; la verità è che non avevamo quello che realmente serviva: le competenze e gli strumenti adatti.

Seconda Morale (quella che interessa a te)

Ecco: è la stessa identica riflessione che faccio quando i miei nuovi clienti mi raccontano delle loro esperienze con altri (non tutti per fortuna) agenti immobiliari.

Spesso si trovano ad avere a che fare con giovanotti o signorine pieni di entusiasmo e buona volontà mandati allo sbaraglio da titolari senza scrupoli con l’unico compito di accaparrarsi il cliente costi quel che costi anche se non hanno le competenze per assolvere il compito richiesto.

Va da sé che per tornare in agenzia con il mandato di vendita sono disposti anche a fare patti molto difficili da mantenere, vuoi qualche esempio?

Ecco gli errori che fanno gli agenti immobiliari di primo pelo dai quali tu devi subito scappare:

devi fare attenzione al rapporto agente immobiliare – cliente e al rapporto agente immobiliare – casa.

  1. Rapporto agente immobiliare – cliente

Quando questi agenti immobiliari vengono da te, devi sentire il primo campanello di allarme nel momento in cui accettano tranquilli e beati che il prezzo della casa gli venga imposto dal proprietario; tanto lui (o lei)  sono lì per farsi dare il mandato di vendita, al resto poi (con il tempo) ci penserà il titolare.

Questo comporta che i giovani agenti immobiliari rampanti alla ricerca della loro gratificazione:

  • non fanno nessuna stima dell’immobile 
  • Si fanno firmare l’incarico “dal primo che passa” 
  • Non chiede l’incarico in esclusiva 

Conseguenze:

Se non fanno nessuna stima dell’immobile.

Quando mi trovo con un cliente che ha già la casa in vendita chiedo sempre

  • se il prezzo è stato suggerito dal precedente agente, 
  • se è frutto di una consulenza,
  • se è stato stabilito dal proprietario.

Purtroppo il più delle volte il sedicente agente immobiliare, per non indispettire il cliente, prende per buone le sue aspettative anzi le sue fantasie (tanto a scendere si fa sempre in tempo) e magari gli tiene fermo l’immobile per mesi.

Capisci bene che, in un mercato al ribasso come quello di oggi, questa strategia è un suicidio infatti ogni giorno che passa la casa perde valore.

Se si fanno firmare l’incarico “dal primo che passa”.

Molto spesso viene venduto un immobile che ha più di un proprietario (es.  marito e moglie, fratelli e sorella, eredi vari) ed è difficile che siano tutti presenti contemporaneamente al momento della firma dell’incarico.

In questo caso la situazione impone che, dopo un primo incontro con “il portavoce dei proprietari”,  se ne faccia un altro con tutte le persone che decidono e si ottenga il consenso a vendere da tutti. 

Questo avviene se l’obiettivo del consulente è vendere l’immobile,

ma

totòse il suo obiettivo è ottenere una firma su un pezzo di carta, allora va benissimo anche la prima persona con la quale si parla! Che ci vuole?

C’è però un piccolo problema: probabilmente, anzi, te lo dico io, sicuramente in questo caso il prezzo l’hanno già deciso loro e siccome nessuno ha voglia di discutere con i parenti di decisioni già prese, la frase che il malcapitato agente si sente dire è “ma io non ci posso fare niente, abbiamo deciso così” a quel punto il cacciatore di incarichi abbozza,  prende la firma e arrivederci,  ma come si dice al peggio non c’è mai fine e quindi

Non chiede l’incarico in esclusiva.

Ovviamente se l’agente immobiliare ha studiato bene la lezione, prova a chiederlo ma lo fa in modo molto timido e si ritrae alla prima obiezione.

È naturale, infatti tutto l’entusiasmo e la buona volontà del mondo non possono sostituire la competenza e l’esperienza che sono necessari per completare con successo una vendita immobiliare.
Un professionista come si deve, per vendere il tuo immobile, mette in campo tutto il suo valore che è costituito da

  • anni di studio,
  • di esperienza, 
  • di trattative andate a buon fine, 
  • di clienti soddisfatti,
  • di conoscenza del territorio
  • per non parlare del tempo, le energie il denaro che servono a trovare oggi un acquirente.

Considera che per una casa ben posizionata nel mercato, il tempo di vendite è di 3 mesi. In questo periodo un agente immobiliare professionista ha un rapporto molto stretto con il proprietario:

  • deve tenerlo aggiornato sugli sviluppi della vendita
  • deve sottoporgli le proposte che arrivano, per stabilire via via le strategie da adottare e questo ha un grande valore in termini di tempo e denaro. 

È difficile che tutto ciò venga fatto come si deve se poi c’è la possibilità che la vendita la faccia qualcun altro.

Ma come ti ho detto e ripetuto fino alla nausea, questo tipo di agente immobiliare ed il suo cliente hanno obiettivi diversi:

il proprietario deve vendere,

il giovane agente deve tornare dal capo con l’incarico e quindi accetta anche di sentirsi dire

beh però io l’agenzia non la pago, tanto vi paga chi compra!”


“Ma come è possibile che venga accettata una simile condizione?” Mi dirai tu.

Te lo spiego subito facendoti una semplice domanda:
Perché il proprietario della casa dovrebbe pagare un servizio inesistente?

Pensa ci bene:

  • non è stata fatta nessuna consulenza,
  • non si è vista nemmeno l’ombra di una valutazione della casa,
  • non è stata dimostrata nessuna competenza,
  • l’agente immobiliare ha dimostrato di avere a cuore solo la firma all’incarico di vendita e per niente i bisogni e le esigenze del cliente venditore.

Beh dimmi sinceramente, tu saresti disposto a pagare per un servizio del genere?

Io no ed in cuor suo anche il nostro giovane aspirante agente immobiliare sa che il proprietario ha ragione ma tanto  a lui

  • Di vendere non gli interessa,  è lì solo per accaparrarsi la casa,
  • Sa che alle condizioni imposte vendere è impossibile, quindi il problema provvigione non si porrà mai,
  • Intanto lo prendiamo noi e poi si vede,
  • Il capo gli ha detto di fare così.

Potresti pensare che a questo punto “il piccolo museo degli orrori immobiliari” sia terminato e invece no perché finora abbiamo parlato del rapporto dell’agente con il cliente venditore,  ma come tu ben sai la protagonista numero uno di una vendita immobiliare è la casa.

  1. Rapporto agente immobiliare – casa

Fai bene attenzione a una cosa che non va data affatto per scontata: la casa è l’oggetto della vendita.

Probabilmente, tu che vuoi vendere casa tua, parti da un presupposto sbagliato: supponi che, almeno in questo campo, un po’ di nozioni al consulente in erba siano arrivate.

Ecco, se lo avevi pensato, ti devo dare una brutta notizia: i racconti che sento molto spesso mi dicono il contrario:

non tutti gli immobili che i proprietari vorrebbero vendere sono vendibili.

Ma come? – mi dirai tu – Come è possibile?”

Te lo racconto subito:
Molto spesso, soprattutto nella nostra città, vengono messe in vendita case che nella loro vita sono state modificate o ristrutturate in economia e a volte senza che si facesse grande attenzione al rispetto delle norme urbanistiche. 
In tempi passati era facile che “si chiudesse in occhio” ma ora c’è molta attenzione su questi aspetti e trovarsi di fronte ad una situazione insanabile non è raro anche perché spesso l’abuso è così vecchio che nemmeno il proprietario è in grado di riconoscerlo. 


Se ciò accade ad un professionista esperto e competente che sa riconoscere il problema, il pericolo per chi vende è rapidamente scongiurato,

ma se nell’abuso incappa un consulente alle prime armi animato dal solo proposito di “portare a casa l’incarico”, la probabilità che successa un pasticcio è molto alta.

Ma c’è di più, un immobile potrebbe essere invendibile non solo per problemi urbanistici ma anche per problemi legati alla sua provenienza e in particolare al fatto che potrebbe essere giunto al proprietario per donazione.

Si lo so che è possibile e previsto dalla legge che una persona doni una casa ad un’altra ma credimi, quando c’è di mezzo una donazione la vendita è a rischio, le banche per esempio, non erogano mutui per l’acquisto di immobili donati. 
(Se hai una casa che ti è stata donata o hai intenzione di donarne una, chiamami, ti prenoto una consulenza gratuita con il nostro notaio).

In questo contesto, figurati se un consulente che si comporta come abbiamo appena visto non rischia anche di “portare a casa” un immobile con tutte queste belle problematiche (e ti assicuro sono quelle che mi sono venute in mente adesso, ma ce ne sarebbero molte altre).

A questo punto già sto immaginando la tua domanda:

Ma allora come si fa a vendere casa?”

Come faccio ad essere sicuro di avere scelto il professionista giusto?”

Beh innanzi tutto se hai letto fino a qui hai già capito come NON deve essere ed è già un bel passo avanti.

Ora ti aspetterai che ti dica che io e il mio staff siamo la soluzione a tutti i problemi in campo immobiliare e tutta la solita serie di panegirici del tipo con i nostri 10 anni di esperienza, la qualità del servizio, l’attenzione al cliente e bla bla bla…

E invece no, non te lo dirò, ti farò semplicemente raccontare l’esperienza vissuta da chi ha già utilizzato il nostro servizio, trovi tutto qui

E se proprio vuoi vedermi all’opera , prenota una consulenza gratuita chiamandomi al mio numero privato: 3939681299

Ciao e Buone Vendite 

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Una risposta

  1. Stefania Biscontini ha detto:

    Marco è una simpatica persona, aperto, gioviale, gran parlatore……
    ma è anche uno a cui, come dice la pubblicità, “piace vincere facile”.
    Quando saprà accettare e vincere le sfide più difficili del mercato immobiliare della nostra città, potrà davvero fregiarsi del titolo di agente professionista specializzato!

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